22.4.05

Intervista a Tony da http://postmanultrachic.splinder.com

Intervista da http://postmanultrachic.splinder.com/

Postman ultrachic
Iniziamo con la storia del gruppo?

Tony Face

Inizia nel 1991 coverizzando brani di James Taylor Quartet , di Maceo
Parker ,Corduroy , funky anni 70.
Per lunghi anni è stato un susseguirsi di cambiamenti di formazione (siamo stati anche in otto con la sezione fiati) , pochi concerti , soprattutto in zona Piacenza. Dopo un paio di 45 giri , qualche apparizione su compilation e qualche timido affacciarsi sulla scena nazionale (un tour italiano con il JTQ , tre date n Spagna , il Festival Expo 2000 a Roma con la Chocolate Watch Band , nel 2001 la svolta con la formazione che si assesta definitivamente con Giulio Cardini alla chitarra , Paolo Negri all’Hammond , Renzo Bassi al basso e Tony Face Bacciocchi alla batteria.
Esce il CD “Episode One” per la label spagnola Animal Records che documenta in maniera un po’
approssimativa i primi dieci anni di attività (tra lounge , Small Faces e colonne sonore) ed incominciano quattro anni senza sosta in cui escono altri due CD (“Beat it” per l’americana Hammond Beat nel 2002 e “Italian playboys” , in Europa e Giappone per la Record Kicks , in Usa e Australia per l’Hammond Beat) , decine di concerti in tutta Italia , due tour in USA , uno in Belgio , uno in Francia , date in Svizzera ,Spagna e proprio una settimana fa a Londra.
E poi il support a JTQ , Brian Auger , Manu Chao , Sugarman Three , Big Boss Man e una
quindicina di apparizioni in compilations in tutto il mondo.
Oltre ai nostri brani trasmessi in mezza America , alla BBC , in Cile , Australia , Polonia ,
Brasile ,Messico per citare i posti più esotici…..


Postman ultrachic
Attualmente a quali band vi sentite piu’ vicini o, meglio ancora a chi non vi dispiace essere accomunati?


Tony Face
Ormai abbiamo mischiato tante di quelle influenze che il sound è davvero molto personale , spaziando dal rythm and blues il modern jazz puro e semplice alla psichedelia , al rock dei 70’s , il funky , soul , blues , 60’s beat ….forse ci ha azzeccato in parte Brian Auger quando alla fine di un concerto con lui ci ha detto: “mi ricordatele mie prime bands nella Swinging London dei 60’s”.
Ma credo sia riduttivo , nel Link Quartet c’è veramente di tutto adesso e immodestamente credo abbia un sound del tutto personale ed originale.

p.u
Cosa ascoltate ultimamente ?

t.f
Sarò banale , ma veramente di tutto , anche se le preferenze finiscono
sempre sul 60’s sound (dal soul al northern al funky al blues al rythm and
blues a Brian Auger , Georgie Fame , Zoot Money , Graham Bond , i primissimi
Deep Purple)

p.u.
Mi dite i vostri dischi di sempre?

t.f
Difficilissimo mettere insieme i gusti di tutti e quattro: io ti posso citare i
miei preferiti : Clash “London calling” , Who “Quadrophenia” e “Who’s next” ,
Beatles “White album” , Stooges “Funhouse” , X “Under the big black sun” ,
Prisoners “A taste of pink” , ma anche una bella compilation degli Stones , una
degli Small Faces , Ray Charles , Aretha Franklin , James Brown.

Molti sono gusti condivisi da Giulio e Renzo , Paolo è più sullo psycho
hard dei primi 70’s / tardo 60’s

p.u
Com’è nata l’idea del pezzo(janine ) cantata in francese…?

t.f
E’ un brano composto e cantato da Arnaldo Dodici , il “quinto” Link Quartet , che
ci segue spesso dal vivo cantando quattro o cinque brani. Durante la realizzazione
di “Italian playboys” ci ha proposto questo (stupendo) brano nella sua lingua
d’origine ed è diventato un classico del nostro live act (e aparer mio uno dei
migliori dell’album)


p.u
Siete tra le band italiane che suonate di piu’ all’estero (america francia, belgio , svizzera ,spagna , londra) Forse perché siete la continuazione con la musica italiana piu’ riconoscibile
All’estero , cioè quella dei vari maestri come umiliani, piccioni ,hammond groove italaliano ?


t.f
Non credo. E’ che ci siamo sbattuti all’inverosimile e che il nostro sound
strumentale sorpassa ogni barriera linguistica. Abbiamo dedicato al gruppo
ogni energia e scampolo di tempo con anche molti sacrifici e rinunce , e
i risultati sono arrivati.
Oltretutto lo stile del Link Quartet è molto “trasversale” e può essere
facilmente apprezzato negli ambienti musicali più diversi

p.u
Se non sbaglio i link esistono dal 91 ,anche se tu sei entrato
Nel 1994…sono 14 anni che suonate insieme restando sempre coerenti
Portando avanti il vostro progetto ….morale della favola le mode passano i link restano…mi spieghi il segreto?

t.f
Durante gli anni abbiamo avuto diversi stop e letteralmente
decine di cambiamenti di formazione.
Il nome ha resistito perché il nocciolo duro della band (io , Giulio e Renzo) ha continuato a rigenerarsi ripartendo dalle stesse radici , evolvendosio comunque cambiando continuamente , senza mai scoraggiarsi di fronte alle difficoltà


p.u
Guardando le passate esperienze di molti di voi mi vengono in mente molte cose…..
Uno dei link quartet suonava con i Boppin' Shoes , me li ricordo quando avevo
14 anni che andavo al festival rockabilly di forli…vestiti con camice rosa con
un live devastante……. mentre tu stavi i oltre ai chelsea hotel i timepils
(tra i vari gruppi con cui hai suonato)con i not moving ,che secondo il mio
semplice parere sono stati tra i gruppi migliori italiani degli anni 80 ?

tuttaquesta premessa è per chiederti come vedi il recupero assordante degli anni
80 in questo periodo?

Ma soprattutto si riformano i not moving?

t.f
Il recupero degli anni 80 è da una parte la dimostrazione di un
ciclicità degli eventi musicali , che tendono periodicamente a ripetersi e
ad autocitarsi , probabilmente anche per una cronica mancanza di idee nuove.
Di una reunion dei Not Moving si è parlato più volte negli anni e altrettante
volte ci siamo detti che era meglio di no.
Ne stiamo riparlando anche adesso ma se un giorno si farà sarà solo se
ritroveremo quello stesso entusiasmo e feeling di ventanni fa….e la
reputo un’impresa moooooooolto difficile…ma non impossibile….

p.u
Come vedi la situazione attuale per quanto riguarda la scena
(che brutto termine) legata ai sixties ,al mod-garage-beat non solo italiana?


t.f
C’è una scena sotterranea sempre attiva e pulsante
(ad esempio bands come i Solarflares , purtroppo da poco sciolti o i
Rifles che hanno uno stupendo singolo appena pubblicato) ed è
sempre piacevole ascoltare nuovi nomi , anche se manca da un
po’ un traino che rivitalizzi un po’ tutto…direi che è un momento
un po’ di stasi e di vuoto (e forse è per quello che c’è spazio anche per il Link Quartet !!!)

p.u
Che ricordi hai del periodo legato alla Face Records ?

t.f.
Tanta passione ed entusiasmo , una valanga di soldi persi e
buttati via su progetti invendibili e tante speranze…
Sono felicissimo di aver pubblicato bands comne Statuto ,
Vallanzaska , Pirati , Assist , ma soprattutto la produzione di Lilith , un’avventura nell’avventura , che mi (ci ! è mia moglie….) ha dato tante
soddisfazioni.
Ad un certo punto la situazione è diventata semplicemente
insostenibile , il portafoglio vuoto ed è finito tutto.


p.u
Avete in programma concerti nel sud italia?

t.f
Purtroppo no. Credo che staremo fermi per un
lungo periodo.
Per quattro anni abbiamo abusato di noi , del nostro
tempo , delle nostre forze e della nostra creatività (3 album , centinaia
di concerti , decine di progetti etc) ed ora ci ritroviamo scarichi e bisognosi di una pausa.
Non staremo con le mani in mano.
tiamo lavorando ad un CD live (con brani tratti dai tours) e ad un DVD
che documenta tutti i giri dagli USA a Londra e in qualche modo l’attività
proseguirà , ma l’aspetto concertistico sarà molto limitato.
Peccato perché non siamo mai scesi più a sud di Roma e mi ricordo che
ai tempi dei Not Moving e di Lilith era fantastico suonare al sud….