9.3.05

The sound of danger - ALTERNATIZINE

Wilson Chance
The sound of danger
Hammond beat - 2004

Fantastica compilation dall’americana Hammondbeat per chi è ancora in cerca di “suoni da spia”!L’idea è molto interessante: se non ho capito male si tratta di una colonna sonora per un film che deve ancora uscire; in pratica la produzione ha chiesto alla casa discografica di calarsi nel mondo dell’agente segreto Wilson Chance e “costruirne” il suono.Il suono del pericolo è quello che ne è venuto fuori, attraverso il contributo di artisti provenienti da vari paesi e con caratteristiche musicali proprie, per quanto tutte incanalate nell’aurea stagione della musica da film dei Sessanta.Il tutto è reso ancora più divertente, godibile e cinematografico dall’introduzione di dialoghi tratti dalla scene clou del film (Tarantino ha ormai lanciato una moda…) con tanto di rumori di scena, voci dei protagonisti e situazioni di ogni tipo.Ma veniamo alla musica: accanto al Padrino del suono spy, Sir Vic Flick, ovvero la chitarra tremola delle colonne sonore di James Bond, qui alle prese con divagazioni latino americane (Copacabinsky), mariachi (Chance in Mexico) e qualche numero orchestrale come il brano per i titoli di testa affidato alla splendida voce di Linda Jackson nello stile di Goldfinger (seppur con una battuta elettronica un po’ kitsch..), troviamo il fior-fiore della scena surf-lounge-instrumental degli ultimi anni.Gli italianissimi Link Quartet col loro suono pesante, acido e rhythm’n’blues, mettono a segno alcuni tra i numeri migliori con The sound of danger, l’adrenalinica Greased on Delta street e la più spensierata Deliquesced by Devonshire. Seconda rappresentanza del Belpaese affidata a Mike Painter & the family shakers: il Signor Pingitore è, a parer mio, l’equivalente italiano di James Taylor e spacca il culo con il groove micidiale di Chasin’ Chance, il soul-funk spaccasassi con tanto di sezione fiati di Soul hunter ed il cool-boogaloo di Kitty’s rendezvous.Da applausi!I tedeschi Men from S.p.e.c.t.r.e. piazzano numeri più tradizionalmente surf, seppur con Hammond assassino, come Last chance, ma anche shake-boogaloo come Krambambuli ’67, con chitarrone fuzz molto italian-style!Un solo brano per The Yards: un indiavolato boogaloo con ottoni gravi, hammond cha-cha e melodia exotica dal titolo Munchimoo boogaloo.Chiudiamo coi miei preferiti (a pari merito con gli italiani, per essere sinceri e non per campanilismo, dato che noi la insegniamo questa roba agli altri!!!): The special agents!Il loro suono si prospetta come un ibrido tra surf music scura e misteriosa e lounge elettronica, dato l’ampio ricorso a strumentazione vintage come Hammond, Harpsichord, Moog e piano elettrico.Bella A spy in the ointment, da brividi Tinker, tailor, surfer, spy e The Wilson Chance theme, onirica e spaziale The lunar sea.Ventisei brani in tutto per una collezione piacevolissima, dal packaging raffinato e dalle esaurienti note di copertina, adatta sia ad un ascolto casalingo per via della sua strutturazione come un “film per le orecchie”, sia al dance-floor per la qualità dei brani presenti.Altro colpaccio per la Hammonbeat, etichetta fatta da appassionati per appassionati e gestita da super-cool-cats, che producono musica ancora per il solo piacere di farlo.

DJ TIKI

info:
www.hammondbeat.com
www.wilsonchance.com